martedì 21 agosto 2012
Quando cadi in una pozzanghera di psichismi rancorosi
Ogni potere ha i suoi falsi leader
che altri non sono che automi
capaci di far morire gente
che non conoscono,
di sopprimere gente
il cui valore intimo li terrorizza
fa loro rabbia a tal punto
che scadono
nelle più miserrime faide
delegate a persone
che nulla avrebbero a che vedere
con Il Potere
ma così solo sembra
perchè poi, così non è...
Per questo è difficile credere
che un cuore può sanguinare
solo perchè la sua vita
e rinchiusa in un filo spinato
fatto da gente
che inveisce contro la libertà umana
occultamente
per servire
quel potere
che tanto danno
provoca nell'anima
e nella onesta mentalità di gente
che non ha tradito se stessa
e che ancora lotta strenuamente
per non spegnere
quella coscienza che tutto inizia
e tutto spiega
e tutto consente
di poter essere compreso
e superato
se si vuole
scegliere
non la gratifica
ma l'assenza di reato
di menzogna
di corruzione.
Scorre sulla mia pelle
una corrosione
che mira a fare del mio essere
una deformazione
io personaggio di una vita da esistere e morire,
sono - posso essere - devo essere mio malgrado -
l'obiettivo
di un'orda di vigliacchi,
che per celare
il loro lurido connubio
con la mafia e con chi vive di ricatti,
cercano di solleticare
in me, in lui, in lei, in loro, nella società sparsa,
l'infamia
di una persona- personaggio- gruppo- sodalizio equo e solitudinario
che si ritengano offese/i
e con il cuore sovraccarico di giustificabile parte lesa
anche volgare e scontrollata;
così vorrebbero che si fosse:
una "pazzia dichiarata.."
Invece si è soltanto un esseri umani
a cui hanno tolto
la privacy
l'immagine
e la reale condizione
di puro di intento e onesti nell'azione;
ma è ovvio
non direttamente
perchè questo non è possibile farlo.
Lo fanno nella gente
alle spalle
e chi in loro crede
per fiducia o tradimento
va a formare un golem
che tutto dimostra
meno ciò che si è realmente.
La vita è un'arte
può essere dramma, commedia, tragedia
o solo simulazione;
comunque è un'arte
che può elargire coscienzialità
oppure vacua illusione.
Sta a noi stabilire il prezzo
che vogliamo pagare
su quello imposto
dalla vita
che abbiamo in noi stessi scelto
nel concepimento
e per scender qui
a stare fra gioia e tormento
ma non per questo
STARARE
e promuovere l'annientamento..
Perché lo dovremmo fare???
solo perché alla coscienzialità
abbiamo preferito forse l'Imbelvimento...???
21 agosto 2012
Simonetta Pancotti Marino
domenica 19 agosto 2012
Noia vuota
Conosco delle persone
che hanno come obiettivo
quello di vivere per poter sopportare,
senza saperlo fare, però, in realtà
tutto ciò che di se stesse,
per se stesse,
è loro insopportabile
invalicabile
che rappresenta una morte cruenta
seppure ancora vivono,
ma senza pentimento,
senza alcuno scrupolo,
né ingegno,
sul limite altrui
di discernimento,
apatia e
incarognimento.
E per questo scelgono,
senza proprio pensare
alle estreme conseguenze,
di usare l'errore millenario
della delega, della deresponsabilizzazione, dell'abdicazione,
per vivere più furbamente
alle spalle di tutti coloro
che, ignari di ciò,
sono, per contro,
a queste persone
indifferenti,
egoisti,
distanti.
E' una noia vuota
quella che scatena
tanta ingiusta causa
nella giusta disperazione piena
che si potrebbe riconoscere
ed accogliere,
se queste persone
invece di svenare l'ambiente,
come giustificati pidocchi,
resi tollerati dal potere materialistico incombente,
in quanto capaci assai nel malaffare
che riempie la panza loro e del criminale,
che di loro abilmente si serve
per I POLLI, gli ingenui ed i giusti
depredare,
assassinare,
annientare nell'immagine,
e nella capacità
di provvedere
ai bisogni primari
che per tutti indistintamente
sono necessari
pena la morte
per carenza di cibo, acqua e sostanza.,.
sapessero volgere lo sguardo al proprio ignoto destino
e di questo farne un bagaglio
per superare il non senso del quid
che tutti ci accomuna
sia nel migliore
che nello sbaglio.
Questi spregevoli individui
sono come il giuda apostolo traditore
e come pilato, magistrato del disonore,
e come barabba, apprezzato dagli idioti in massa,
e come ogni umano che di se stesso
abbia negato
la spiritualità eccelsa
perchè non colma a dovere
LA PANZA
19 agosto 2012
Simonetta Pancotti Marino
Quando
Se il cuore
è gentile
difficile far credere e sperimentare
la vigliaccheria di certi indegni rappresentanti della nostra logorata specie
quella UMANA.
Di torti tutti ne subiamo
Di dolori grandi tutti ne abbiamo
ed in genere il Dolore Reale
ricade su se stessi
per questo, nei più, fa impazzire
come d'altronde Il piacere che non sia del cuore e del pensiero
ma solo compiacimento e gratificazione
di un corpo
di una materia che andrà
prima o poi in decomposizione.
L'estasi nessuno la ricerca
perchè consta del superamento
di tutte quelle illusioni
che fanno del nostro ingegno
un simulacro vuoto
un rigetto
della realtà reale;
un offesa
per chi di sé abbia rispetto
e non vuole farsi annientare
né da se stesso, né da altro.
Come dimostrare allora che c'è gente
che fa del proprio rammarico
una follia distruggente
l'equilibrio sobrio e innato
di un essere umano
che scelga se stesso
malgrado
la difficoltà che la vita gli abbia imposto
su stesso
e non per conto di altro,
che di sé non sa che farsene,
e ha la sua responsabilità deposto,
per far pagare il proprio prezzo
a chiunque altro
possa ingannare
per fargliela pagare in differita
illudendosi così
di saper essere furbo
ma in cuor suo sapendo
quanto dolore in più,
nel folle compiacimento,
sta incamerando,
per poi scontarlo
nel reale tempo e spazio
che si presenta dopo il concepimento,
ovvero nella morte di ogni illusione vana di potere e disfacimento,
di una realtà reale in equilibrio in se stessa
e senza risentimento...
19 agosto 2012
Simonetta Pancotti Marino
domenica 12 agosto 2012
IL SE STESSO
Non è facile accettare
un esistere in solitudine
laddove chiunque
ricerca la moltitudine
per scopi diversi
ma non certo
in solidarietà.
Per lo meno, non la maggioranza.
Ogni individuo
che sinceramente sa
di essere in errore
solo per il fatto di ignorare
se stesso
subisce le angherie
di chi questa realtà la nega
e si convince che una vita fisica
sia tutto ciò che c'è
o una vita di larva
sia tutto ciò che dia potere.
la moltitudine
può essere un'egemonia anonima,
un satanismo,
una dispersione,
e questo è gradito
da coloro che vogliono colpire,
ferire,
ma nulla patire,
per le loro infamie.
La colpa è sempre in astratto
oppure
su un insignificante
colpevole, anelante,
invece, la giustizia,
l'equità,
la solidarietà,
quell'amore umano
che tanto io stesso anelo,
ma che sembra un'utopia,
pur essendo,
di un'intelligenza,
la garanzia più autentica
di evoluzione
e crescita interiore.
Inutile parlare con intelligenza
ad un belva
Essa non comprende l'esigenza
di amare
né il rispetto
senza imposizione;
una belva
per quanto mascherata da perbenista
da persona di propositi benefattori
è pur sempre e solo una belva
che cerca l'occasione
per imporsi sul territorio di caccia
al posto di.....
Guai a togliere ad una belva la preda
Guai istruire una massa di "beoti" e di "traditori"
per redimere in loro
l'istinto dei distruttori a pagamento
guai:
ci si assicura soltanto
esclusione e
tormento;
isolamento e
ridicolizzazione;
morte accidentale,
morte violenta,
morte sociale.
Una belva non logicizza
non interiorizza
non comprende il futuro
perchè non ha un passato
vissuto sulla propria pelle
e senza consensi
senza riconoscimenti
senza alcunché dia un motivo
di ovazione
per ogni sua azione..
Una belva non sa di esistere
è una belva e basta.
Io vorrei testimoniare
come saltare il fosso.
Posto che lo si voglia fare
naturalmente.
E' presto detto:
- è necessario semplificare
il problema della morte
e del concepimento
del senso di responsabilità
e di una scelta che non appare
così evidente
ma che invece
è la sola motivazione
per essere qui
ma non isolatamente,
nè massificamene ;
semmai in modo del tutto responsabile
e non abdicato.
Intelligente
ma non senza un cuore pulsante
che illumini ed ingentilisca
la mente. -
Tutto questo
accade
nel concepimento
e se ci fosse un minimo
di interessamento
il logorio
della fitness
pro e contro
la si voglia intendere e sostenere
non sarebbe un logorio a perdere
ma un modo come un altro
per essere
di sé cosciente
e saltare il fosso o il baratro
del niente
e del malaffare.
Si potrebbe quindi realizzare
quello che si chiama comunemente
la realtà reale
vissuta umanamente.
13 agosto 2012
Simonetta Pancotti
Non è facile accettare
un esistere in solitudine
laddove chiunque
ricerca la moltitudine
per scopi diversi
ma non certo
in solidarietà.
Per lo meno, non la maggioranza.
Ogni individuo
che sinceramente sa
di essere in errore
solo per il fatto di ignorare
se stesso
subisce le angherie
di chi questa realtà la nega
e si convince che una vita fisica
sia tutto ciò che c'è
o una vita di larva
sia tutto ciò che dia potere.
la moltitudine
può essere un'egemonia anonima,
un satanismo,
una dispersione,
e questo è gradito
da coloro che vogliono colpire,
ferire,
ma nulla patire,
per le loro infamie.
La colpa è sempre in astratto
oppure
su un insignificante
colpevole, anelante,
invece, la giustizia,
l'equità,
la solidarietà,
quell'amore umano
che tanto io stesso anelo,
ma che sembra un'utopia,
pur essendo,
di un'intelligenza,
la garanzia più autentica
di evoluzione
e crescita interiore.
Inutile parlare con intelligenza
ad un belva
Essa non comprende l'esigenza
di amare
né il rispetto
senza imposizione;
una belva
per quanto mascherata da perbenista
da persona di propositi benefattori
è pur sempre e solo una belva
che cerca l'occasione
per imporsi sul territorio di caccia
al posto di.....
Guai a togliere ad una belva la preda
Guai istruire una massa di "beoti" e di "traditori"
per redimere in loro
l'istinto dei distruttori a pagamento
guai:
ci si assicura soltanto
esclusione e
tormento;
isolamento e
ridicolizzazione;
morte accidentale,
morte violenta,
morte sociale.
Una belva non logicizza
non interiorizza
non comprende il futuro
perchè non ha un passato
vissuto sulla propria pelle
e senza consensi
senza riconoscimenti
senza alcunché dia un motivo
di ovazione
per ogni sua azione..
Una belva non sa di esistere
è una belva e basta.
Io vorrei testimoniare
come saltare il fosso.
Posto che lo si voglia fare
naturalmente.
E' presto detto:
- è necessario semplificare
il problema della morte
e del concepimento
del senso di responsabilità
e di una scelta che non appare
così evidente
ma che invece
è la sola motivazione
per essere qui
ma non isolatamente,
nè massificamene ;
semmai in modo del tutto responsabile
e non abdicato.
Intelligente
ma non senza un cuore pulsante
che illumini ed ingentilisca
la mente. -
Tutto questo
accade
nel concepimento
e se ci fosse un minimo
di interessamento
il logorio
della fitness
pro e contro
la si voglia intendere e sostenere
non sarebbe un logorio a perdere
ma un modo come un altro
per essere
di sé cosciente
e saltare il fosso o il baratro
del niente
e del malaffare.
Si potrebbe quindi realizzare
quello che si chiama comunemente
la realtà reale
vissuta umanamente.
13 agosto 2012
Simonetta Pancotti
Come due bambini adulti
Non è l'emozione
di un cuore pietoso
a suscitarmi l'immagine
di noi due innocenti e puri
Non è l'emozione
di un cuore pietoso
a suscitarmi l'immagine
di noi due innocenti e puri
che ci abbracciamo davanti
un'immensità
conosciuta e sconosciuta ad un tempo
E' la semplice cognizione
che sia del tutto naturale
e necessario
il noi due ora qui
e che di sentimentale
ci sia ben poco;
semmai è il reale
che accompagna la nostra unione profonda.
Vorrei che fosse comprensibile
quanto sia semplice
amarsi e ritrovarsi
come due bambini adulti
cioè senza un interesse
legato alla sopraffazione
l'uno dell'altro
in un mondo
in decomposizione.
E' l'assenza
dell'esigenza
di questa intima dimensione
che fa di questa specie
un fallimento
una anonima ritorsione
contro la stessa intelligenza
che ha reso possibile
un accenno
sempre abortito
di evoluzione.
Quanto vorrei
ci si potesse amare
senza perseguire
scopi e miraggi
di Potere
per questo l'amore
è un insulto al vivere
al dolore
al piacere
perchè certo amore non è;
è solo un clone malriuscito
dell'ombra spenta
di me e di te,
irrealizzati nel contingente,
idealizzati
nell'io sognante,
isolati
nella realtà reale
mai espressa nella esistenza
del mancato presente.
Orbene
di nascosto
a senza alcuno
che ci dia consenso o commiserazione
amiamoci
nel silenzio
nell'intima melodia
nella semplificata ampiezza
di una vita senza ricchezza fatua e meschina
senza folle insorgenti ed esaltanti
senza timori o desideri gratificanti
senza altro che noi stessi
e la ricchezza di due spiriti
di due anime
di due umani
reali...........
12 agosto 2012
Simonetta Pancotti
un'immensità
conosciuta e sconosciuta ad un tempo
E' la semplice cognizione
che sia del tutto naturale
e necessario
il noi due ora qui
e che di sentimentale
ci sia ben poco;
semmai è il reale
che accompagna la nostra unione profonda.
Vorrei che fosse comprensibile
quanto sia semplice
amarsi e ritrovarsi
come due bambini adulti
cioè senza un interesse
legato alla sopraffazione
l'uno dell'altro
in un mondo
in decomposizione.
E' l'assenza
dell'esigenza
di questa intima dimensione
che fa di questa specie
un fallimento
una anonima ritorsione
contro la stessa intelligenza
che ha reso possibile
un accenno
sempre abortito
di evoluzione.
Quanto vorrei
ci si potesse amare
senza perseguire
scopi e miraggi
di Potere
per questo l'amore
è un insulto al vivere
al dolore
al piacere
perchè certo amore non è;
è solo un clone malriuscito
dell'ombra spenta
di me e di te,
irrealizzati nel contingente,
idealizzati
nell'io sognante,
isolati
nella realtà reale
mai espressa nella esistenza
del mancato presente.
Orbene
di nascosto
a senza alcuno
che ci dia consenso o commiserazione
amiamoci
nel silenzio
nell'intima melodia
nella semplificata ampiezza
di una vita senza ricchezza fatua e meschina
senza folle insorgenti ed esaltanti
senza timori o desideri gratificanti
senza altro che noi stessi
e la ricchezza di due spiriti
di due anime
di due umani
reali...........
12 agosto 2012
Simonetta Pancotti
Prima
Prima della melodia di un amore senza confine
si disaccorda nell'intimo profondo
un timore che immobilizza il senso del piacere
si insinua il fetore di
Prima della melodia di un amore senza confine
si disaccorda nell'intimo profondo
un timore che immobilizza il senso del piacere
si insinua il fetore di
un senso di colpa
di un patriarca occultatosi e indispettito,
che dell'amore
non ne vuole fare
che un partito di potere
e non uno spartito
utile a musicare
il dolce ritmo
di due anime intenerite
unite
e soffuse
in luce che di quell'amore
fanno il centro
il coro
l'assolo
e vanno oltre...
Quel terrore irrazionale
che impedisce di orgasmare
come se esplodere di piacere di sé e dell'altro
fosse, giust'appunto, un delitto.
Quante nebbie,
quanti spigoli,
quante contraddizioni,
abbiamo superato insieme
perchè questa melodia
e questi intimi suoni
potessero
non certo uguagliare
l'armonia universale,
ma renderla tale
per tenerezza e splendore
12 agosto 2012
Simonetta Pancotti
di un patriarca occultatosi e indispettito,
che dell'amore
non ne vuole fare
che un partito di potere
e non uno spartito
utile a musicare
il dolce ritmo
di due anime intenerite
unite
e soffuse
in luce che di quell'amore
fanno il centro
il coro
l'assolo
e vanno oltre...
Quel terrore irrazionale
che impedisce di orgasmare
come se esplodere di piacere di sé e dell'altro
fosse, giust'appunto, un delitto.
Quante nebbie,
quanti spigoli,
quante contraddizioni,
abbiamo superato insieme
perchè questa melodia
e questi intimi suoni
potessero
non certo uguagliare
l'armonia universale,
ma renderla tale
per tenerezza e splendore
12 agosto 2012
Simonetta Pancotti
Iscriviti a:
Post (Atom)





