sabato 11 agosto 2012




Invecchiare 

Sono trascorsi 55 anni 
dalla mia nascita;
ora mi chiedo se invecchiare
è rendersi conto,
sempre meglio
e senza dare di matto,
che la vita fisica
ha un termine,
qualunque esso sia,
in qualsiasi momento accada.
E' la capacità di vedere
davanti al proprio sguardo
il buio che spegne le emozioni
l'assenza di un esserci
di persona
un avvicinarsi progressivo
ed implacabile
del silenzio del desiderio e del timore
per dare spazio
all'insignificanza di tutto,
esclusa la paura,
il terrore,
il senso ultimo di un'attesa agonica,
che sembra interminabile,
ma dalla quale non si riparte più;
non come siamo abituati
a sapere,
a pensare,
ad immaginare,
a sperare,
a qualunque evento, sia 
già accaduto.
Tutto questo
è così deprimente
che la gente preferisce
alienarsi giorno per giorno
finché perde la capacità
di rendersi conto
che comunque deve morire.
Ed invece di optare per una preparazione alla morte
da di matto
e vuole esistere qualunque evento
che sia ipergratificante, 
quel fisico stesso,
che poi ,
alla fin fine,
non è che il niente,,,,,,,,
di cui ci dovremmo liberare
prima
di morire,
e coscientemente.
Invece si muore
in modo alienante.
La mia vita
è una preparazione alla morte
di questo corpo
perchè la mia anima
non ne sia compromessa,
ferita
o, peggio ancora, 
frantumata..;
sembra assurdo,
ma quando il corpo muore
è il caos della consapevolezza
e solo coscientemente
non si perde l'orientamento
della strada giusta
Per questo è d'uopo prepararsi
alla morte, 
di questo corpo trappola
e soluzione,
perchè l'anima eccelsa
sia certa
di essersi liberata
almeno di una coazione:
quella più frenata,
quella più pesante,
quella che l'aveva
impudentemente circondata,
e resa praticamente invisibile
ai suoi stessi occhi di rugiada.

12 agosto 2012
Simonetta Pancotti







Incoerentemente tua

Ogni volta che immagino il tuo sguardo su di me
Ti vedo indifferente
Se tu fossi solo
Senza condizionamento
Senza ancora un obiettivo coatto da continuare a tenere in piedi
Tu saresti un altro uomo
E mi vedresti
Forse saresti anche curioso di me.
Ma poi
Nel contingente non è per niente così.
E’ la finta
È l’apparenza
È la maschera che tengono banco
E tutto quello che dia un significato
Al tuo quotidiano
Non deve uscire dai margini
Di una cornice omologata
Formalmente riconoscibile ovunque
Senza differenza di ceto
Di sesso
Di razza..
E’ ovunque così
Invece la vita con me
È semplicemente autentica
E questo rende la vita stessa
Un altro universo possibile
Vivibile
E soprattutto coscienzializzabile

Lo so
Che con tutte queste esse
Farò ridere il mondo nel pronunciarle
Sembro quasi il Vasco che biascica nei suoi clippini..
Ma questa è l’apparenza che devo subire
Perché di sciocchi al mondo
Ce n’è a non finire

Ma torniamo all’ipotetico Noi
Che non ci sarà mai
Per ragioni del tutto scontate, risapute, anelate
Praticamente da tutti
Sicuramente più di tutti
Da te

Se io ti potessi parlare
Senza questa orda di cervelli furbi
Che sanno tutto di te
Che hanno capito tutto di te
Di me poi
Sono arciconvinti
Di ciò che sono
E da lì non SCHIODERANNO MAI
Ecco, se ci si potesse incontrare nel deserto
In solitudine reale
Allora sì che la realtà
Sorgerebbe senza ombre
Non letale
Ma finalmente coscienziale..

E tu avresti l’occasione
Come d’altr’onde l’avrei io
Di comprendere
Finalmente
Perché ho preferito passare per pazza paranoica
Per rincoglionita invasata
Per scema convinta

Pur di non perdere questa occasione

Lo capiresti
E sapresti
Che questa scelta
Sarebbe valsa la pena
Di attenderti
Abbracciarti
E risvegliarti
Dall’incubo
Di una gratificazione svenante e senza presente

11 agosto 2012
Simonetta Pancotti







Musicalità di un evento interiore

Il concerto è un evento pubblico o mediamente pubblico,
in cui più persone riuniscono l'amore per la musica, per la voce di chi canta e per il modo con cui una musica, una canzone, una sinfonia vengono proposte.
E' anche l'occasione per incontrare personaggi che, con il loro lavoro, comunicano a più persone, un messaggio comune, sociale, o comunque di una certa amplificazione.
Si va ad un concerto per varie ragioni.
A volte ci si va anche perchè così si sta insieme ad amici, si fa baldoria, si passano ore e si vedono luoghi diversi dalla solita routine quotidiana.
Tutto questo rientra in una consueta parodia di motivi e di azioni...
Io non vado ai concerti, di solito.
Non amo molto stare in mezzo a troppa gente che si agita..
Vado a teatro e mi piacciono i concerti raccolti, mediamente pubblici, più selettivi.
Vado al cinema, ma non alle Prime, per lo stesso motivo. Mi sembra indoverosamente sciocco accalcarmi per una visione che poi posso godermi, in modo più calmo e anche più interessante..
Però ho delle eccezioni.
Non sempre si può rispettare una certa igiene psichica.
A volte è utile fare il contrario, ma ci vuole un motivo serio, necessario, e soprattutto inevitabilmente costruito così.

E quindi sono andata ad un concerto di quelli da urli e schiamazzi di  ogni tipo...

Naturalmente ero lì per tutt'altra ragione.

Questa ragione però non si è rivelata PRIMA....
per motivi suoi..
Quindi è rimasto un concerto .... carino..... ma senza la motivazione che avrebbe dovuto esserci....
Sono tornata e naturalmente è finito tutto così.... 
senza che accadesse alcunché di ragionevole..

Sono trascorsi 11 anni da allora.
Per me è come se fosse ieri........
Il ricordo è un presente che ha dato il suo risultato: sproporzione  e riduttività che non si oppongono, ma si completano in quanto io sono una persona intelligente e notevolmente sensibile.

Questo apparente contraddittorio concetto è la sintesi continuativa che alberga nelle grandi idee, riflesse su una massa di dormienti..
o di deleganti cronici.

Per cui, lì e nel ritorno e nel trascorso e nell'ora qui..questo concetto permane invariato..

E' il modo più scaltro per rendere una realtà IMPOSSIBILITATA.

Poi si compiono le peggiori nefandezze..ma tutto è dietro le quinte..
Lì tutto è possibile se alla rovescia..PRATICAMENTE TUTTO.

Quel pregiudizio, che vorrebbe incastrare un'anima ingenua,..dietro le quinte è l'asso nella manica per le più spregevoli corruzioni che si possano mai ipotizzare..

Mah..!

In ogni caso, ciò che a me riguarda, riguarda solo me.

La massa è capace soltanto di  parlare SENZA  conoscere, come un ripetitore acceso, stimolato da psichismi, abilmente strumentalizzati.

Tutto qui..

e adesso, nel salutarvi..mi vado ad ascoltare un bel concerto live sul mio televisore a cristalli liquidi.... e la tristezza medita in me per altri orizzonti più idonei alla spiritualità umana..
e' la tristezza, a volte , che dà la forza di vedere oltre..perchè ciò che si vede ora qui..è piuttosto insignificante...

E' una grande fortuna avere l'arte e la storia in un libro che si chiama vita...e' così che la tristezza di una biografia insipida si trasforma in una ricerca profonda e inesauribile..

11 agosto 2012
Simonetta Pancotti



Constatazione di un potere "ridicolo" perché, 
se potere fosse..che cosa se ne fa di me??

Perfidia
Insolenza
Consapevolezza di potere
senza volto
Falsa maestria
solo vigliaccheria
camuffata
da forza

in realtà
è squallida corruzione
serbatoi di idee
marcescenti
Compositori
di psichismi invadenti
e volutamente sciocchi
assurdi
gretti
limitati

per garantire
rabbia
incredulità
ribellione
vuoto
indispettimento
desiderio e timore
di stravolgimento della ragione

Un mutismo
che urla con suoni elettronici
imitanti
stati d'animo parossistici
evocazioni insonorizzate,
da casco virtuale,

che però non c'è

Ogni oggetto,
che circonda l'io -obiettivo,
è stato caricato negativamente;
emette alienazione
delirio
offesa
provocazione

Ogni oggetto è stato caricato
di strumentazione
per rilevare
l'eco
di un'emozione
sottoposta a maltrattamento muto


Malinconia paranoica
di gente costretta
a vita senza via d'uscita
ma per scelta

perchè hanno scelto
perchè non si sono scelti
prima di partorirsi
senza condizione
senza cognizione
nel quid
cosciente ed accettato
che essi però
hanno negato

e questo esistere
ora è legato ala criminalità
del fallimento
ed alla crudeltà del risentimento

Caccia al denaro facile
che non esiste:
tutto si paga
e più sembra facile
è più apre baratri insostenibili

ma questo
un criminale
non lo vorrà mai fare suo

proprio non gli interessa

Ora
senza attese,
né pregiudizi
testimonio
l'ossessione
dei personaggi
anonimisti
-
senza palle
-
scusate l'espressione,
ma mi auguro che si conceda al mio dire
tanto poi
'sti pallonari senza testa né vigori spirituali
continueranno a fare sempre leva sui soliti motivi
per affossare una mente
che, semplicemente,
si avvia
ad esistere
nel suo morire

e viceversa

scritto da : Simonetta Pancotti 

11 agosto 2012

venerdì 10 agosto 2012




Breve storia di un Tormento

Nasco
Faccio delle esperienze molto belle
Poi la vita mi colpisce
Mi ritrovo bloccata nel mio esistere
Tutta una parte di mondo crolla
Tutta una parte di mondo si estingue
Tutta una parte di mondo è un riflesso di desiderio e timore che non posso più fare mio
non posso esserci;
almeno non come sono abituata,
Pausa di riflessione,
mutismo di rabbia,
lacrime per non impazzire.
NO non gliela darò vinta
non è questo che farà  di me una vittima
non è questo che farà di me un criminale, un carneficie.

Se è vero che una notte infima
è scesa improvvisamente
io riesco a vedere nella notte
e quella infima l'attraverso ad occhi chiusi
Non voglio vedere quello che non mi riguarda più in un certo modo
perché devo vedere quello che mi riguarda adesso in questo modo diverso e mio comunque;
non voglio sentire quello che non mi interessa
perché devo ascoltare quello che mi sia necessario;
non voglio provare false emozioni
perché ho tante delle mie ora da vivere,
in modo del tutto diverso,
non scelto direttamente,
ma comunque mio, appartenente a me.

Il rovescio della vita
io lo ribalto in una scelta
di esistere malgrado tutto,
di sorridere con ironia
sull'amara sorte,
l'amaro fa bene al cuore,
fa bene alla mente,
aiuta a comprendere ciò che sia reale
da ciò che è vano, finito. inerte.

Mi guardo allo specchio:
no
non sono seducente
nel modo consueto;
ho un fascino per pochi,
ma quei pochi sono di valore
e non ci saranno dubbi su questo,

ed è questo che in fondo ho sempre cercato,
anche se non sapevo come l'avrei ottenuto,
il prezzo pagato;
e certo non voglio sprecare
l'occasione che tanto mi costa..

Ora sono qui
in questa notte
che può essere dorata
se non mi lascio sconfiggere dall'amara sorte,
che senza chiedermi il permesso,
mi blocca in una direzione materiale
inaccettabile se dovessi scegliere;
che mi è toccata
e che ora so
di avere la forza di volgere in reintegrazione
quello che appare a tutti
come un oltraggio,
un'umiliazione..

4 agosto 2012
Simonetta Pancotti