sabato 10 gennaio 2015

Delega Mentale

La nostra epoca, per quanto si possa ritenere progredita, di fatto poco e niente lo è, non per i supporti, che sono vere prove della genialità umana, quanto per la loro mala-utilizzazione e, quindi, strumentalizzazione, rivolta a fagocitare e cristallizzare quella deforme idea di potere sull'altro, che sta portando la nostra specie al collasso esistenziale.
Si dovrebbe sapere o per lo meno sentito parlare di quello strano connubio esistente fra scienza sacra e scienza profana.
Ma forse poco si sa di una sottospecie di connubio, insito nella scienza profana e che riguarda la scienza ufficiale e quella cosiddetta scienza dell’occulto.
Purtroppo la scienza sacra è stata “rimossa” dalla nostra area di competenza in quanto il sistema di potere, sia economico che politico, non può che perderci. Per cui è a tutt’oggi messa al bando. Questo non significa che l’essere umano non possa comunque avere un rapporto con se stesso in modo autentico. Significa però che questo rapportarsi, non soltanto è rilevato immediatamente dal sistema; ma anche che questo suo rapportarsi genera amare e contro-esistenziali conseguenze, proprio nella vita privata del singolo.
A questo punto si è dato atto ad un concetto di Impossibile, non perché sia di fatto tale in quanto si rapporta con una vacuità vuota; ma perché esso si rapporta con una rimozione imposta e suffragata da un tradimento direi unanime di quella parte di specie che non si vuole rapportare con se stessa e che teme come ogni animale teme il fuoco, in modo irrazionale, lo Specchio.
A questo scopo la genialità umana ha subito una forte regressione e ciò che distingue l’essere umano dalla bestia si sta sempre più ritirando nel profondo. Mi sono consentita questo preambolo perché l’argomento che vorrei trattare non è semplice, anche perché risulta molto strumentalizzato.
La delega delle responsabilità proprie nel campo di azione di un altro previa sua accettazione delle stesse (o subizione delle stesse nel caso sia un atto di violenza sia esplicita che occultata)*, lungi da essere un’azione cautelativa, e relativa ad una successione di incarichi, *è diventata, nel nostro mondo un’arma di deresponsabilizzazione, di usurpazione, di invasione e di Nientificazione.
Dato che i mezzi-supporto sono oltre ogni immaginabile capacità, un po’ come l’elaboratore elettronico di nuova generazione ed il primo calcolatore che comunque, essendo entrambi delle primizie in campo elettronico, diedero luogo a profonde mutazioni nel rapporto di gestione dei dati, così oggi questi mezzi danno la disponibilità in tempo reale di avere dati sensibili e intimi di un qualsiasi essere umano che venga sollevato dal mucchio ed indicizzato come elemento da disidentificare.
Di fatto l’argomento di cui sto trattando ha come componente di base un’azione violenta e coartante di disidentificazione da se stesso, che verrebbe tentata nei riguardi del soggetto prescelto. Uno dei modi con cui questa violenza, del tutto simile ad uno stupro fisico o psichico, è l’indurre il soggetto a delegare mentalmente la propria intelligenza in luogo di un’altra che tenti in qualche modo sottile di insinuarsi nella sua area percettiva ed intellettiva, rilevabile da un sistema elettronico e quindi strumentalizzabile dallo stesso.
Ho dato un nome a questo tipo di violenza mentale: delega mentale indotta.
Non credo che a parole si possa dire di più. Dico soltanto che non può essere adottata per tutti i soggetti. E’ necessario che il soggetto sia considerato emotivamente e psichicamente malleabile.
Non è detto che questo soggetto, per quanto ingenuo, non possa evincersi completamente da questa violenza. Tanto è vero che ne stiamo parlando, per cui non è più irrilevabile dal proprio sistema psicosomatico.
Ci sono altre componenti che rendono questi abusi carogneschi estremamente lesivi, ma sono comunque situazioni che riguardano la realtà umana (in questo caso negata), e quindi non sono al di sopra di nessuno.
Detto ciò mi riservo le altre prese di coscienza per me. Chi dovesse ritrovarsi ad avere gli stessi problemi non farà altro che cercare di evidenziarli secondo le sue possibilità. Solo quando essi saranno materia indiscussa di confronto e quindi di superamento sia umano che storico, allora si potrà dire di più.
Finora essi sono a disposizione di chi in qualche modo sia sincero con se stesso e vada a cercarne delle indicazioni di massima.
In questo senso i miei appunti possono essere utilizzabili.

Documento a cura di Simonetta Pancotti –
10 gennaio 2015

giovedì 24 ottobre 2013

MES: IL TRIBUTO DI SANGUE AI MERCATI (ma nessuno lo sa)





Come è possibile.. Non ci sono commenti... come ne usciremo..????? come ???????

venerdì 4 gennaio 2013


Se

Dichiarare un amore
non vuol dire esserne succubi
Ammettere di amare
non vuol dire esserne vittima
Aprirsi senza cautela
non vuol dire essere un masochista..

Se ti faccio sapere
in un modo o nell'altro
che senza di te
mi sento perso
non vuol dire
che io non sappia andare avanti senza di te..

Tu dovresti capire la differenza
perché solo se comprendi questo
ho la certezza
che sei il partner giusto
l'unico
il solo possibile...

Senza questa intesa

non c'è amore

non cè realtà

non c'è  che niente


03 gennaio 2013

Simonetta Pancotti Marino




Realtà reale oltre l’amore e l’odio

Io non amo il mondo a cui appartieni
Come uno schiavo d’oro.
Io amo te, nudo e crudo come un uomo primordiale
Senza alcunché
Ma di certo se stesso

Ed è questo che risulta inaccettabile
Perché uno schiavo
Non sa vivere senza le sue catene d’oro
E ci si avviluppa
Fino a restarne stritolato dentro.

Poi grigio
Spento
Continua a rievocare
Le apparenze di quel mondo di oro falso
Corrotto
E che dell’anima
Ha fatto un bel fagotto
E l’ha gettata dentro un pozzo rotto
Estinto
Senza più acqua.

Se mai una scintilla
Dovesse ancora ardere
Nel cuore così prostrato
Ingannato
Umiliato
E rancoroso
Ebbene quella scintilla sono io

Se uccidi me
Uccidi te stesso
Se spegni quella scintilla nel tuo cuore
Di te
Non resterà
Che
NIENTE.

30 dicembre 2012

Simonetta Pancotti

POST MORTEM con rischio

Sono alle soglie del mio esistere terreno
Sono contento
ho avuto la possibilità
di mostrarmi come vincente
come soddisfatto
come realizzato...

Non manca molto tempo 
al mio trapasso
ho ancora poco spazio per questa mia magnificenza terrena..

Molti mi invidiano
molti mi detestano
molti mi amano

ma chi mi conosce realmente?
io, forse'
io so realmente chi sono?

Questo quesito, non mi si è mai posto prima d'ora.
Forse adesso potrebbe essermi utile..
non so..non so perchè mi sto chiedendo questo..

mentre così rifletto
mi accorgo che il respiro si fa più lento e profondo
il mio sguardo inizia ad annebbiarsi
e le mie difese muscolari iniziano a cedere
sotto il peso
della mancanza di energia..

il cuore invece batte senza posa
ho un cuore forte
un cuore sano..

Mi distendo e continuo a riflettere..
inizio a ricordare
ora la mia vita è un film che mi scorre davanti..

incredibile: vedo tutto, ricordo tutto, sin nei minimi particolari, o almeno così appare..

Ecco, è qui che ho iniziato a perdere il controllo..
questa vita mi ha risucchiato
ho iniziato a lottare per vincere
ho vinto
ma ho anche perso

Che cosa ho vinto?: APPARENZA
che cosa ho perso?: ONESTA' CON ME STESSO

Sì perchè per ottenere tutto questo
che tanto mi ha gratificato
ho dovuto ingannarmi
mentirmi
subirmi
passarmi sopra
negarmi

Ho dovuto PERDERMI..

Ora vedo tutto questo..
Ma vedo anche un buio che avanza..
Che cosa è?..Non mi riconosco..
e' tutto buio come la pece..

ma io..chi sono?? chi sono io adesso?

No... non voglio cadere
non voglio sparire
non voglio finire
non voglio ..no.. no... noooooooooo!!

Vortico, velocemente
vortico incessantemente
perdo sentore di me..di me biologico..

ecco..ora so che sto spegnendomi
sto finendo..ultime scintille di pallida luce di me ..di me persona.. 

---------------------------------------------------------------------------------------------

Calore 
Gelo
Spessore
vuoto
troppo vuoto

Non ricordo niente
che cosa sono?
dove sono?

Sto fluttuando
ho niente di me
però riesco a pensarmi
è un minimo
non so muovermi
è come se una corrente mi stia trascinando 
ma non so dove..

---------------------------------------------------------------------------------------------

Ora so che mi sto avvicinando ad un vuoto immenso
ma non so come
non ho corpo
non ho forma
ho soltanto un pensiero di me..flebile, accennato..come se fosse
un barlume di coscienza di me appena utile per comprendere
che sto andando verso il non senso

Poi qualcosa mi sorge nella mente
in questo mio pensarmi
un amore
uno sguardo
un senso di appartenenza

Qualcosa comincia a pulsare
qualcosa comincia a prendere consistenza..
davanti a me
se così si può dire
c'è il baratro dell'annientamento

in me c'è questo blando ricordo;
non devo farlo scemare
non devo perderlo
mi sta sorreggendo
sto camminando
se così si può dire
sul nulla.....

Non so se riuscirò
ad attraversarlo indenne
ma è solo il pensiero mio di lei
che mi dà una inezia di possibilità

Se lo attraverso
non devo più perderla
Se non mi anniento
so dove trovarla

perchè
non l'ho amata
quando era il nostro tempo

perchè l'ho abbandonata
mentre lei
non lo ha mai fatto
perchè?

non lo so..

So solo
che se qualcosa sarà diverso
quel qualcosa sono IO..

02 gennaio 2013

Simonetta Pancotti Marino

ASTRI E STELLE

E' un peccato che stelle come siamo noi umani
abbiano perso la facoltà di brillare
Questi astri
che vagano nel cielo muti
senza colore
senza luce
senza alcuna meta regale da realizzare
cui adempiere
cui dar adito alla promessa
trasmessa
nella notte dei tempi
da avi ormai disconosciuti
dimenticati
mai immaginati
con la giusta esattezza ed equilibri sottili

Io e te siamo stelle
e come astri inondiamo di luce la nostra presenza nel cosmo
Sulla terra siamo troppo
sul mare siamo tutto
sul cielo siamo l'infinitesima parte di esso
oltre l'infinito
siamo semplicemente noi stessi

Questa realtà
compete spiriti evoluti
coscienze qualificanti
realtà reali in crescita intima

Non è così strano
difficile
o miracoloso
essere ciò che siamo

anche se poi
accade raramente
ed il più delle volte
sembra anche un fastidio
un incidente
un errore di percorso
se il percorso
è su un binario morto
in corsa folle
contro un destino inequivocabile..

Perché non togli quel velo dagli occhi?
guardami
guardami con lo sguardo profondo
guardati
non fuggire
agisci in te stesso
so che è difficile
che la follia è sempre lì
dirimpetto
anche io ho sbagliato sempre
quasi sempre
ora la fuga
non mi frega più
vedo fuggirmi il corpo
vedo il terrore nelle occhiaie vuote
ma io sono qui
accanto a te
senza timore
nè esaltazione
nè ripensamento

Ti amo
e tu lo sai
mi ami
ed anche questo sai bene

E' il momento giusto
per stupire il firmamento
siamo due stelle
due astri
in un prossimo antiuniverso

14 settembre 2012
Simonetta Pancotti Marino
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sabato 25 agosto 2012


Ho, anzi, avrei

Ho un'esigenza
avrei
un'esigenza: quella di non essere
pre- giudicata soltanto dall'apparenza
ma, magari, criticata
nel conoscemi in profondità..

Sarebbe più elegante
più sicuro
e, soprattutto,

PIU' UTILE

Simona

PROFESSIONE: specchio deformante e clonale.

Si sa che, man mano che i secoli trascorrono, aumenta sempre di più un’esigenza: l’esigenza di spazio\tempo.
Si sa anche che la popolazione tende anch’essa ad aumentare, ma la forza intellettiva tende a diminuire, a frantumarsi sempre più e per questo motivo le macchine prendono sempre più il posto degli umani. Perché occupano meno spazio e contengono eventi per un tempo che si può considerare illimitato rispetto l’età umana, anche se campassimo cento anni e più.
In questo senso si è reso necessario un nuovo modo di porsi perché si possa vivere senza essere troppo stretti da un sistema oltremodo pidocchioso e svenante. E’ nata quindi una nuova professionalità: quella del Vuoto clonale e dello Specchio deformante.
La discarica quindi si è espansa per dar modo alla popolazione di, come dire?, potersi esaurire più velocemente e affinché l’obsolescenza potesse essere il nuovo punto di forza di una gravità sempre più incentrata sulla noia, la mancanza, per l’appunto, di spazio e di tempo, utili a nuove iniziative che non siano quelle previste dal sistema.
Ogni possibile traccia di antiuniverso reintegrativo DEVE essere spazzata via.. con ogni mezzo.
Non è una guerra personale, perché non avrebbe proprio senso alcuno. E ‘ una guerra fredda che si manovra nel subconscio della specie a livello capillare…
Un po’ come si muove la demotivazione, la depressione, l’anoressia ecc…
Ovvero tutte quelle patologie che poi portano alla forma psichica cui una persona risulta predisposta; anche a più patologie, solo che una, delle tante, prenderebbe senz’altro il sopravvento; in alcuni casi anche dopo pochi anni dalla nascita.
E’ più facile, adesso, destabilizzare una psiche, perché i problemi interni ad un nucleo, familiare e non, sono non solo devastanti per gli adulti, ma anche per l’ambiente e per il singolo: figuriamoci per un feto, per un neonato, per un infante ecc..
Ma la razza umana è realmente un aborto della realtà umana.. non ci sono scusanti.
Una razza che fa del proprio progresso il motivo principale della propria estinzione spirituale e forse anche biologica, non è da apprezzare, semmai è da tenere molto distante..perché debilitante e senza scrupolo.
Una razza che fa della propria forza e della propria debolezza un’arma di ricatto, a me, scusatemi, mi fa proprio schifo..!!!
Dicono di me che vedo le cose in modo sbagliato, che sono una malalingua, che non capisco un tubo e che mi do aria da saccente…Non me lo dicono certo in faccia, ma non sono cretina..lo vedo lo stesso..lo capisco e so che la gente non accetta la semplificazione: più hanno la vita complicata e più aborriscono la semplificazione responsabile..
OVVIAMENTE cercano, in tutti i modi, di farsi MANTENERE, a scapito di chi si responsabilizza e fa della sua vita un impegno personale, individuale e sociale oltre che spiritualmente inteso come ricerca della propria identità.
E’ per bloccare questa mentalità che le nuove professioni dilagano, come un golem formato da una massa intenzionalmente criminale.
Il pensiero è di massa, ma le esecuzioni sono iperorganizzate.
Spiego brevemente come intendo queste professioni;

a)                 vuoto clonale, inteso come individui che rinnegano nel sociale una propria responsabilità sovrapersonale e cercano nel sistema un modo per farsi i cavoli loro senza volersi preoccupare dell’interazione fra individuo e pianeta, identità e cosmo.
b)                 Specchio deformante, inteso come la capacità di  azzerare la comunicazione reintegrativa con gli individui che rispettano la ricerca iniziatica, per portarli a svuotarsi inutilmente in percorsi che sono, in realtà dei vuoti, delle perdite di tempo, delle mancate corrispondenze.., ma verso le quali non è possibile evitare di incappare: se mi devo procurare del cibo, devo cercarmi un lavoro e PER FORZA devo rispondere alle richieste che ci sono, anche se sono o delle “bufale” oppure delle richieste non compatibili con il mio modo di essere.
c)                 Per forza devo credere e presentarmi, anche se so già che mi stanno prendendo per i fondelli, per pugnalarmi alla schiena.
d)                Allora, se permetti la bufala me la invento io, come dico io e quindi LA VEDO e non faccio del male a nessuno: anzi.. se posso reintegro equilibrio non certo sopraffazione e ossessione..

Il fideismo coatto è uno specchio deformante ed un vuoto clonale che ha evirato i tre quarti del potenziale di un progresso e tecnologico e spirituale, innescato in 4000 anni o 5000 anni di storia umana..

Non ci sono in realtà, commenti…

25 agosto 2012

Simonetta Pancotti

martedì 21 agosto 2012


Quando cadi in una pozzanghera di psichismi rancorosi

Ogni potere ha i suoi falsi leader
che altri non sono che automi
capaci di far morire gente
che non conoscono,
di sopprimere gente
il cui valore intimo li terrorizza
fa loro rabbia a tal punto
che scadono
nelle più miserrime faide
delegate a persone
che nulla avrebbero a che vedere
con Il Potere
ma così solo sembra
perchè poi, così non è...

Per questo è difficile credere
che un cuore può sanguinare
solo perchè la sua vita
e rinchiusa in un filo spinato 
fatto da gente
che inveisce contro la libertà umana
occultamente
per servire
quel potere
che tanto danno
provoca nell'anima
e nella onesta mentalità di gente
che non ha tradito se stessa
e che ancora lotta strenuamente
per non spegnere
quella coscienza che tutto inizia
e tutto spiega
e tutto consente
di poter essere compreso
e superato
se si vuole
scegliere
non la gratifica
ma l'assenza di reato
di menzogna
di corruzione.

Scorre sulla mia pelle
una corrosione 
che mira a fare del mio essere
una deformazione

 io personaggio di una vita da esistere e morire,
sono - posso essere - devo essere mio malgrado - 
l'obiettivo
di un'orda di vigliacchi,
che per celare
il loro lurido connubio
con la mafia e con chi vive di ricatti,
cercano di solleticare
in me, in lui, in lei, in loro, nella società sparsa,
l'infamia 
di una persona- personaggio- gruppo- sodalizio equo e solitudinario
che si ritengano  offese/i 
e con il cuore sovraccarico di giustificabile parte lesa
anche volgare e scontrollata;
così vorrebbero che si fosse:
una "pazzia dichiarata.."

Invece si è soltanto un esseri umani
a cui hanno tolto
la privacy
l'immagine
e la reale condizione 
di puro di intento e onesti nell'azione;
ma è ovvio
non direttamente
perchè questo non è possibile farlo.
Lo fanno nella gente
alle spalle
e chi in loro crede
per fiducia o tradimento
va a formare un golem
che tutto dimostra
meno ciò che si è realmente. 

La vita è un'arte
può essere dramma, commedia, tragedia 
o solo simulazione;
comunque è un'arte
che può elargire coscienzialità
oppure vacua illusione.
Sta a noi stabilire il prezzo
che vogliamo pagare
su quello imposto
dalla vita
che abbiamo in noi stessi scelto
nel concepimento
e per scender qui
a stare fra gioia e tormento
ma non per questo 

STARARE
 e promuovere l'annientamento..

Perché lo dovremmo fare???
solo perché alla coscienzialità
abbiamo preferito forse l'Imbelvimento...???

21 agosto 2012
Simonetta Pancotti Marino
http://senzapelisullatastiera.blogspot.it/

da leggere..è molto interessante ed utile

domenica 19 agosto 2012



Noia vuota

Conosco delle persone
che hanno come obiettivo
quello di vivere per poter sopportare,
senza saperlo fare, però, in realtà
tutto ciò che di se stesse,
per se stesse,
è loro insopportabile
invalicabile
che rappresenta una morte cruenta
seppure ancora vivono,
ma senza pentimento,
senza alcuno scrupolo,
né ingegno, 
sul limite altrui 
di discernimento, 
apatia e 
incarognimento.
E per questo scelgono, 
senza proprio pensare
alle estreme conseguenze,
di usare l'errore millenario
della delega, della deresponsabilizzazione, dell'abdicazione,
per vivere più furbamente
alle spalle di tutti coloro
che, ignari di ciò,
sono, per contro,
a queste persone 
indifferenti,
egoisti,
distanti.

E' una noia vuota
quella che scatena
tanta ingiusta causa
nella giusta disperazione piena
che si potrebbe riconoscere
ed accogliere,
se queste persone
invece di svenare l'ambiente,
come giustificati pidocchi,
resi tollerati dal potere materialistico incombente,
in quanto capaci assai nel malaffare
che riempie la panza loro e del criminale,
che di loro abilmente si serve
per I POLLI, gli ingenui ed i giusti
depredare,
assassinare,
annientare nell'immagine,
e nella capacità
di provvedere
ai bisogni primari
che per tutti indistintamente
sono necessari
pena la morte
per carenza di cibo, acqua e sostanza.,.
sapessero volgere lo sguardo al proprio ignoto destino
e di questo farne un bagaglio
per superare il non senso del quid
che tutti ci accomuna
sia nel migliore
che nello sbaglio.

Questi spregevoli individui
sono come il giuda apostolo traditore
e come pilato, magistrato del disonore,
e come barabba, apprezzato dagli idioti in massa,
e come ogni umano che di se stesso
abbia negato
la spiritualità eccelsa

perchè non colma a dovere
LA PANZA

19 agosto 2012

Simonetta  Pancotti Marino


Quando

Se il cuore
è gentile
difficile far credere e sperimentare
la vigliaccheria di certi indegni rappresentanti della nostra logorata specie
quella UMANA.

Di torti tutti ne subiamo
Di dolori grandi tutti ne abbiamo
ed in genere  il Dolore Reale
ricade su se stessi
per questo, nei più, fa impazzire
come d'altronde Il piacere che non sia del cuore e del pensiero
ma solo compiacimento e gratificazione
di un corpo
di una materia che andrà
prima o poi in decomposizione.

L'estasi nessuno la ricerca
perchè consta del superamento
di tutte quelle illusioni
che fanno del nostro ingegno
un simulacro vuoto
un rigetto
della realtà reale;
un offesa
per chi di sé abbia rispetto
e non vuole farsi annientare
né da se stesso, né da altro.

Come dimostrare allora che c'è gente
che fa del proprio rammarico
una follia distruggente
l'equilibrio sobrio e innato
di un essere umano
che scelga se stesso
malgrado
la difficoltà che la vita gli abbia imposto
su stesso
e non per conto di altro,
che di sé non sa che farsene,
e ha la sua responsabilità deposto,
per far pagare il proprio prezzo
a chiunque altro
possa ingannare
per fargliela pagare in differita
illudendosi così
di saper essere furbo
ma in cuor suo sapendo
quanto dolore in più,
nel folle compiacimento,
sta incamerando,
per poi scontarlo
nel reale tempo e spazio
che si presenta dopo il concepimento,
ovvero nella morte di ogni illusione vana di potere e disfacimento,
di una realtà reale in equilibrio in se stessa
e senza risentimento...

19 agosto 2012
Simonetta Pancotti Marino

domenica 12 agosto 2012

IL SE STESSO

Non è facile accettare
un esistere in solitudine
laddove chiunque
ricerca la moltitudine
per scopi diversi
ma non certo
in solidarietà.
Per lo meno, non la maggioranza.

Ogni individuo
che sinceramente sa
di essere in errore
solo per il fatto di ignorare
se stesso
subisce le angherie
di chi questa realtà la nega
e si convince che una vita fisica
sia tutto ciò che c'è
o una vita di larva
sia tutto ciò che dia potere.


la moltitudine
può essere un'egemonia anonima,
un satanismo,
una dispersione,
e questo è gradito
da coloro che vogliono colpire,
ferire,
ma nulla patire,
per le loro infamie.

La colpa è sempre in astratto
oppure
su un insignificante
colpevole, anelante,
invece, la giustizia,
l'equità,
la solidarietà,
quell'amore umano
che tanto io stesso anelo,
ma che sembra un'utopia,
pur essendo,
di un'intelligenza,
la garanzia più autentica
di evoluzione
e crescita interiore.

Inutile parlare con intelligenza
ad un belva
Essa non comprende l'esigenza
di amare
né il rispetto
senza imposizione;
una belva
per quanto mascherata da perbenista
da persona di propositi benefattori
è pur sempre e solo una belva
che cerca l'occasione
per imporsi sul territorio di caccia
al posto di.....

Guai a togliere ad una belva la preda
Guai istruire una massa di "beoti" e di "traditori"
per redimere in loro
l'istinto dei distruttori a pagamento

guai:
ci si assicura soltanto
esclusione e
tormento;
isolamento e
ridicolizzazione;
morte accidentale,
morte violenta,
morte sociale.

Una belva non logicizza
non interiorizza
non comprende il futuro
perchè non ha un passato
vissuto sulla propria pelle
e senza consensi
senza riconoscimenti
senza alcunché dia un motivo
di ovazione
per ogni sua azione..

Una belva non sa di esistere
è una belva e basta.

Io vorrei testimoniare
come saltare il fosso.
Posto che lo si voglia fare
naturalmente.
E' presto detto:
- è necessario semplificare
il problema della morte
e del concepimento
del senso di responsabilità
e di una scelta che non appare
così evidente
ma che invece
è la sola motivazione
per essere qui
ma non isolatamente,
nè massificamene ;
semmai in modo del tutto responsabile
e non abdicato.
Intelligente
ma non senza un cuore pulsante
che illumini ed ingentilisca
la mente. -

Tutto questo
accade
nel concepimento
e se ci fosse un minimo
di interessamento
il logorio
della fitness
pro e contro
la si voglia intendere e sostenere
non sarebbe un logorio a perdere
ma un modo come un altro
per essere
di sé cosciente
e saltare il fosso o il baratro
del niente
e del malaffare.

Si potrebbe quindi realizzare
quello che si chiama comunemente
la realtà reale
vissuta umanamente.

13 agosto 2012
Simonetta Pancotti




Come due bambini adulti

Non è l'emozione
di un cuore pietoso
a suscitarmi l'immagine
di noi due innocenti e puri
che ci abbracciamo davanti
un'immensità
conosciuta e sconosciuta ad un tempo

E' la semplice cognizione
che sia del tutto naturale
e necessario
il noi due ora qui
e che di sentimentale
ci sia ben poco;
semmai è il reale
che accompagna la nostra unione profonda.

Vorrei che fosse comprensibile
quanto sia semplice
amarsi e ritrovarsi
come due bambini adulti
cioè senza un interesse
legato alla sopraffazione
l'uno dell'altro
in un mondo
in decomposizione.

E' l'assenza
dell'esigenza
di questa intima dimensione
che fa di questa specie
un fallimento
una anonima ritorsione
contro la stessa intelligenza
che ha reso possibile
un accenno
sempre abortito
di evoluzione.

Quanto vorrei
ci si potesse amare
senza perseguire
scopi e miraggi
di Potere

per questo l'amore
è un insulto al vivere
al dolore
al piacere
perchè certo amore non è;
è solo un clone malriuscito
dell'ombra spenta
di me e di te,
irrealizzati nel contingente,
idealizzati
nell'io sognante,
isolati
nella realtà reale
mai espressa nella esistenza
del mancato presente.

Orbene
di nascosto
a senza alcuno
che ci dia consenso o commiserazione
amiamoci
nel silenzio
nell'intima melodia
nella semplificata ampiezza
di una vita senza ricchezza fatua e meschina
senza folle insorgenti ed esaltanti
senza timori o desideri gratificanti
senza altro che noi stessi
e la ricchezza di due spiriti
di due anime
di due umani
reali...........

12 agosto 2012
Simonetta Pancotti
Prima

Prima della melodia di un amore senza confine
si disaccorda nell'intimo profondo 
un timore che immobilizza il senso del piacere
si insinua il fetore di
un senso di colpa
di un patriarca occultatosi e indispettito,
che dell'amore
non ne vuole fare
che un partito di potere
e non uno spartito
utile a musicare
il dolce ritmo
di due anime intenerite
unite
e soffuse
in luce che di quell'amore
fanno il centro
il coro
l'assolo
e vanno oltre...

Quel terrore irrazionale
che impedisce di orgasmare
come se esplodere di piacere di sé e dell'altro
fosse, giust'appunto, un delitto.

Quante nebbie,
quanti spigoli,
quante contraddizioni,
abbiamo superato insieme
perchè questa melodia
e questi intimi suoni
potessero
non certo uguagliare
l'armonia universale,
ma renderla tale
per tenerezza e splendore

12 agosto 2012
Simonetta Pancotti

sabato 11 agosto 2012




Invecchiare 

Sono trascorsi 55 anni 
dalla mia nascita;
ora mi chiedo se invecchiare
è rendersi conto,
sempre meglio
e senza dare di matto,
che la vita fisica
ha un termine,
qualunque esso sia,
in qualsiasi momento accada.
E' la capacità di vedere
davanti al proprio sguardo
il buio che spegne le emozioni
l'assenza di un esserci
di persona
un avvicinarsi progressivo
ed implacabile
del silenzio del desiderio e del timore
per dare spazio
all'insignificanza di tutto,
esclusa la paura,
il terrore,
il senso ultimo di un'attesa agonica,
che sembra interminabile,
ma dalla quale non si riparte più;
non come siamo abituati
a sapere,
a pensare,
ad immaginare,
a sperare,
a qualunque evento, sia 
già accaduto.
Tutto questo
è così deprimente
che la gente preferisce
alienarsi giorno per giorno
finché perde la capacità
di rendersi conto
che comunque deve morire.
Ed invece di optare per una preparazione alla morte
da di matto
e vuole esistere qualunque evento
che sia ipergratificante, 
quel fisico stesso,
che poi ,
alla fin fine,
non è che il niente,,,,,,,,
di cui ci dovremmo liberare
prima
di morire,
e coscientemente.
Invece si muore
in modo alienante.
La mia vita
è una preparazione alla morte
di questo corpo
perchè la mia anima
non ne sia compromessa,
ferita
o, peggio ancora, 
frantumata..;
sembra assurdo,
ma quando il corpo muore
è il caos della consapevolezza
e solo coscientemente
non si perde l'orientamento
della strada giusta
Per questo è d'uopo prepararsi
alla morte, 
di questo corpo trappola
e soluzione,
perchè l'anima eccelsa
sia certa
di essersi liberata
almeno di una coazione:
quella più frenata,
quella più pesante,
quella che l'aveva
impudentemente circondata,
e resa praticamente invisibile
ai suoi stessi occhi di rugiada.

12 agosto 2012
Simonetta Pancotti